Allenarsi nel modo giusto

Il cedimento muscolare: come usarlo nell’allenamento

By 6 Novembre 2020 No Comments

“Vai sempre a cedimento!”

“Spingi fino all’ultima ripetizione possibile!”

Questi sono solo due frasi che chi si allena in ambito di fitness e bodybuilding avrà sicuramente sentito pronunciare almeno una volta nella propria vita.

Ma la ricerca compulsiva del cedimento è realmente utile?

Due tipologie di cedimento

Partiamo con il precisare che esistono principalmente due tipologie di cedimento muscolare:

  1. CEDIMENTO TECNICO: si prende in considerazione l’ultima ripetizione svolta in maniera ottimale, che non presenta compensi o perdita di velocità durante l’esecuzione. Supponiamo che si voglia svolgere 12 ripetizioni di spinte con manubri su panca a 45° con dei manubri da 22kg ciascuno. Se all’undicesima ripetizione inizierò ad attuare dei compensi o a perdere velocità durante l’esecuzione, potrò prendere in considerazione la DECIMA ripetizione come CEDIMENTO TECNICO.
  2. CEDIMENTO MUSCOLARE: sopraggiunge quando siamo impossibilitati a svolgere un’ulteriore fase concentrica del movimento in questione. Prendendo l’esempio precedente: se non riuscirò a chiudere una eventuale tredicesima ripetizione, quei 22kg rappresenteranno il mio 12RM (repetition maximum) su quel dato esercizio.

Come sfruttare il cedimento nell’allenamento

Detto ciò, bisogna precisare che il cedimento muscolare è un’arma che deve essere utilizzata nella maniera più adeguata possibile.

Se mi trovo all’inizio di un nuovo blocco di lavoro che mira ad una progressione di volume nelle varie settimane, non potrò pretendere di portare tutti gli esercizi a cedimento poiché:

– Il cedimento risulta tassante per il SNC (sistema nervoso centrale)

– Non avrò margine di miglioramento sul lavoro che ho impostato in partenza.

Inoltre è sconsigliato portare esercizi fondamentali a cedimento (si parla di cedimento muscolare) in quanto, oltre che essere molto impegnativo per il nostro SNC, vi sarà anche un pericolo per le strutture articolari coinvolte negli esercizi stessi.

Quando, invece, utilizzare il cedimento?

Sicuramente si potrebbe programmare un lavoro a cedimento nelle ultime due (o ultima) settimane che precedono uno scarico per raggiungere quello che viene visto come “Overreaching funzionale” al fine di sfruttare la capacità del corpo per supercompensare.

Inoltre il cedimento potrebbe essere utilizzato in esercizi monoarticolari, che prevedono un minor sovraccarico a livello del SNC e che sono svolti principalmente per i muscoli “piccoli” (braccia, deltoidi o monoarticolari per quadricipiti e femorali).

Per concludere: questi discorsi sono utili solo nel caso in cui chi lo applica sa veramente cosa vuol dire arrivare a cedimento. Prima di programmare un lavoro a cedimento bisognerebbe capire cosa vuol dire raggiungere il cedimento stesso. Questo può avvenire grazie ad una figura preparata che riesca a spingerti oltre a quello che credi possano essere i tuoi limiti.

 

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