L-carnitina per migliorare l’endurance

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Il mondo dell’integrazione sportiva è sicuramente molto vasto e ricco di prodotti di ogni genere che possano fare al caso nostro. Purtroppo, tuttavia, non è così per tutti ed è bene conoscerli per saperli usare.

L’integratore tra i più diffusi è quello della creatina, forse l’integratore per eccellenza in campo sportivo. Avevamo già sottolineando come essa abbia una sfilza di credenziali che testimonino la sua utilità. Di fronte ad un selezionatore di teste di sicuro la creatina avrebbe la meglio sulla maggior parte degli altri candidati “integratori”. La motivazione di tutto questo è riconducibile alla componente scientifica composta da studi di valutazione su un prodotto che deve soddisfare alcune esigenze quali: tempo, numero e variabilità di campioni e molto altro.

Diciamo che la componente più importante è sicuramente il tempo. Uno studio deve fruire di una valutazione abbastanza lunga, si parla anche di anni in modo da appurare delle particolari proprietà funzionali. Gli studi trentennale alla corte della creatina hanno accertato alla stessa la nomea di integratore non solo più sicuro, ma anche del più affidabile. Quindi, parlando in soldoni, i soldi spesi per la creatina non saranno di certo soldi buttati. Un altro integratore  come la creatina che può vantare di una discreta considerazione è sicuramente L-CARNITINA.

 

Cos’è la L-CARNITINA

 

Si tratta di un amminoacido già presente nel nostro organismo che ha la funzione di trasportatore degli acidi grassi nel mitocondrio. Prima di continuare è doveroso spendere due parole sul mitocondrio. Esso è un organanello citoplasmatico presente nella maggioranza delle nostre cellule( il cuore ed il cervello sono ricchissimi di mitocondri) che svolge una funzione essenziale, rappresenta infatti la centrale energetica del nostro corpo ed è addetto alla respirazione cellulare. In pratica senza di loro la nostra vita sarebbe un’utopia.

Detta in termini più semplicistici, il mitocondrio produce energia sottoforma di ATP. Per formare ATP utilizza vari substrati tra cui gli acidi grassi. Ecco il punto cruciale. Ma cosa c’entra la L-CARNITINA con i mitocondri e gli acidi grassi? Ebbene senza tale aminoacido gli acidi grassi non possono entrare all’interno del mitocondrio e di conseguenza non possono essere ossidati per produrre ATP.  Quindi va da sé che la L-CARNITINA rappresenta un componente essenziale.

 

Perché integrare con  L-CARNITINA?

 

Il nostro corpo, una macchina di certo perfetta, ha una produzione endogena sufficiente di L-CARNITINA e quindi riesce a trasportare gli acidi grassi alla corte delle cellule muscolari, chiamate miociti, in cui i mitocondri applicheranno il loro lavoro. Tuttavia, durante un esercizio fisico di endurance ovvero tutte quelle attività che  comportano l’utilizzo di un metabolismo aerobico (quindi corsa, bicicletta, nuoto ma anche circuiti in palestra) comporteranno un incremento della quantità di acidi grassi liberi che inizieranno ad affollarsi aspettando il trasporto all’interno del mitocrondio.

Metaforicamente dobbiamo immaginare L-CARNITINA come un traghetto della MOBY che trasporta le autovetture (acidi grassi) dalla penisola italiana ad un’isola (mitocondrio). In assenza di uno sforzo fisico ( bassa stagione estiva) il traghetto non sarà tanto affollato di autovetture e quindi ci sarà un’ottima gestione da parte del singolo traghetto, ma in concomitanza con l’attività fisica di endurance, identificabile con l’alta stagione turistica, sicuramente un incremento di autovetture sarà fonte di formazione di ingorghi, aumento delle attese affinché tutte le autovetture saranno state trasportare da una costa all’altra.

Tutto sarebbe reso più semplice se in aiuto al singolo traghetto ci fossero altri 2 o 3 traghetti. In questo modo lo smistamento del traffico ed il trasporto diventerebbe di certo più  semplice ed immediato.

Cosa vogliamo dire con questa enorme metafora? Che l’integrazione di L-CARNITINA può di certo aiutare una migliore gestione dell’aumento degli acidi grassi utilizzabili dal mitocondrio. Tutto questo si traduce con un aumentata resistenza alla fatica ed un ritardo della formazione di acido lattico poiché i mitocondri utilizzeranno solo acidi grassi e non utilizzeranno il substrato “glucosio” (metabolismo anaerobico).

Avremo dunque più carburante!

 

Quanta L-carnitina assumere?

 

Alcuni studi suggeriscono un’integrazione di 2g al dì, preferibilmente ai pasti, per la stessa motivazione della creatina. Non hai ancora letto il nostro articolo sulla creatina?

Eccolo qui: Integratori sportivi: i vantaggi della creatina 

 

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