Alimentazione e Salute

Vitamina C: come non disperderla e massimizzare i suoi effetti benefici

By 24 Agosto 2020 No Comments

 

Nell’ultimo articolo abbiamo stilato le basi teoriche sulle azioni della famigerata vitamina C. Non l’hai ancora letto? Leggilo qui: Vitamina C: tutti i benefici e le funzioni per il nostro organismo

Come si dice spesso: è meglio mettere in pratica le nozioni teoriche piuttosto che soffermarsi su di esse. In questo articolo si cercherà quindi di dare alcuni consigli e trucchetti semplici e utili a far sì che non disperdiate la Vitamina C, massimizzando la sue azioni.

 

Consigli per massimizzare la Vitamina C

 

Si sa, le fonti di Vitamina C sono i vegetali ( frutta e verdura) ma queste vitamine sono anche le più deteriorabili e le più sensibili alla cottura.

La Vitamina C infatti è termolabile, ovvero sensibile alle alte temperature. Si stima che una cottura prolungata in acqua comporti la perdita di circa il 70% di questa vitamina. La soluzione sarebbe chiaramente quella di consumare i vegetali in forma cruda, ma non tutti i vegetali sono facilmente commestibili come tali (non tutti apprezzerebbero un cavoletto di Bruxelles crudo!).

Il consiglio è quello di cuocerli in pochissima acqua e per breve tempo in modo da lasciarli belli croccanti. Scoprirai inoltre che cuocendo per poco tempo i cavoletti o i sui cugini non produrrà particolari odori sgradevoli tipici.

I nemici della Vitamina C sono molteplici, oltre al calore anche il nostro amico tempo è un acerrimo nemico in quanto determina il suo deterioramento. L’esempio classico è quello della spremuta d’arancia che di norma dovrebbe essere consumata entro pochissimo tempo per non rischiare di perdere la cosa più importante in essa appartenuta. Va da sé che i succhi di frutta industriali possiedano quantità trascurabili di Vitamina C in quanto sottoposti a processi termici (la pastorizzazione) utile a prolungare in termini di mesi o anni la loro shelf-life.

Per far fronte a tale perdita vitaminica spesso le industrie alimentari ne aggiungono dall’esterno: chiariamo, non  è affatto una cosa negativa, poiché la Vitamina C riprodotta in laboratorio è la medesima che troviamo nella frutta e nella verdura. Inoltre, e purtroppo, la frutta e la verdura che acquistiamo ogni giorno dalla grande distribuzione, seppur a filiera corta, non sono più ricche di vitamina C così come lo erano appena raccolte. Ciò è normale e non ci si può far molto, se non consumare entro qualche giorno questi prodotti.

E quindi? Quando acquistiamo delle ottime pesche non lasciamole al loro destino in frigorifero per giorni e giorni ma consumale in tempi rapidi.

Se dovessimo però raggiungere i famosi 2g di vitamina C al giorno attraverso frutta e verdura probabilmente dovremo consumare chili e chili di frutta e verdura e il rovescio della medaglia della frutta è rappresentato dal fruttosio. Purché benefica, un eccesso di frutta non è il massimo per via di questo tipo di zucchero, perciò la soluzione potrebbe essere quella di ingerire questa vitamina attraverso degli integratori di sola vitamina C senza zucchero, soprattutto nella stagione invernale.

L’integrazione è quindi l’unica via poter aspirare a raggiungere una quota di vitamina C accettabile e utile a massimizzare i proprio benefici.

Effetti collaterali di un abuso di vitamina C? Neanche per idea, infatti essendo una vitamina indissolubile viene espulsa se in eccesso attraverso le urine o le feci.

In conclusione? La vitamina C rappresenta un elemento molto valido per migliorare la nostra salute fisica e dobbiamo cercare di inserirlo nel modo migliore e seguendo qualche accorgimento come abbiamo appena visto.

 

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